Il mio Nero di Troia sul Venerdì de La Repubblica per Gianni e Paola Mura

31 marzo 2017

2017.03.31 La Repub.Del mio Nero di Troia parlano Gianni e Paola Mura nella loro deliziosa rubrica “Mangia e bevi” su Venerdì de La Repubblica.

“Un film in Biancone e Nero, così si può riassumere. Il Biancore di Apricena, alle pendici del Gargano, è una varietà di marmo tra le più pregiate. Fu Settimio Passalacqua a scoprirlo, nel sottosuolo. Il terreno pietroso, ricco di minerali, era adatto solo alla pastorizia, o almeno lo si pensava negli anni ’70. E all’impresa estrattiva, si pensava poi, era destinata sua figlia Valentina, laurea in Giurisprudenza e master a Londra. Invece no, non era la sua cup of tea. Lei voleva respirare in mezzo alla natura, rispettandola. Azienda da subito biologica, ora biodinamica, tutti i vini certificati vegani. Dai vecchi contadini impara che <<il vino è lo specchio della vigna>>. Ha le idee chiare su come dev’essere il suo: forte, autentico, deciso, spettinato, senza trucco. Dei 70 ettari, 45 sono a vigna, con varietà autoctone: Bombino, Fiano Minutolo, Falanghina, Greco, Nero di Troia, Negroamaro, Primitivo, Montepulciano, Aleatico, più piccole porzioni a Chardonnay e Pinot grigio. In mezzo alle vigne Valentina costruisce la casa, e fa scavare la cantina nella roccia, disegna le etichette, battezza i vini. Il Nero di Troia riassume le sue idee: profuma di fiori rossi e frutti neri, è energico e succoso, dentro ha un po’ del vento che viene dal mare e del calore del sole sulle pietre. A Milano da Vinello, a Roma all’Angolo divino sui 15/17 euro”.

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